Volevo mettere una foto, una di quelle dei festeggiamenti nelle piazze. Sfogliandole, ho visto le piazze vuote di Torino, dove è stato tutto annullato dopo la morte del settimo operaio della Thyssenkrupp. Una brutta fine di anno, per tutti. Specie per chi non ha più un marito, padre, fidanzato, figlio, morto arso dal fuoco mentre lavorava. O per chi, durante l'anno, è rimasto per terra ai piedi di un ponteggio nei tanti cantieri italiani. 1.047 morti sul lavoro in 365 giorni. Anche chi come me non è bravo con i numeri capisce che sono tanti, troppi.
Se dovessi preparare un bagaglio di cose da portare dall'anno vecchio nel 2008, le morti bianche le metterei per prima cosa, per non dimenticare chi muore nei cantieri, nelle fabbriche per mille euro al mese e lascia bambini senza padre e mogli senza marito.
Poi, ci metto la mia famiglia, un po' rumorosa ma indispensabile. Ci metto Valerio, perché da quando è arrivato, non posso proprio farne a meno. E senza di lui non posso andare tanto lontano. Ci metto i miei amici, perché senza di loro questo anno difficile non sarebbe passato così. Ci metto l'estate burrascosa, il vento, la Puglia e il mare di Torre dell'Orso. Gli occhi e gli abbracci di Sara e Leyla. Ci metto Rossella, Nino (e pure Spino) e loro sanno perché, le parole sarebbero superflue. Ci metto Denise, perché lavorare qui, senza di lei non sarebbe così divertente e stimolante. Ci metto Silvia (i nostri diari condivisi...) e Veronica (il suo coraggio, roba da pochi eletti...). Ci metto Domenico, lontano ma vicino come pochi. Ci metto l'Australosisotto (un amico di quelli che tutti dovrebbero avere). Ci metto New York, il viaggio della svolta. Ci metto l'8 dicembre. E tutte le emozioni che mi hanno fatto battere il cuore, gli occhi che ho incrociato e i cieli azzurri che mi sono goduta a Roma. Ci metto i miei colleghi, con i quali ho condiviso un anno difficile. Ci metto un giornale che ha resistito alla tempesta, e un nuovo direttore che è appena arrivato. E tutti quelli che hanno camminato con me. Chiudo lo zaino.
Perché per i post-moderni, per chi non ha coraggio, per chi pensa solo a seminare disprezzo e cattivi sentimenti, per chi non ha capito niente di me, per chi pensava di aver capito tutto, per chi pensa sempre di avere una soluzione ai problemi del mondo, per tutti questi, nel mio zaino 2008 posto non ce n'è.
Buon anno allora, e "pace in terra agli uomini di buona volontà".