giovedì 5 novembre 2009

Mi chiamo Marta. "Come quella del Vangelo".

Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. [6]Quand'ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. [7]Poi, disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». [8]I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». [9]Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; [10]ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce». [14]Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto [15]e io sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui!». [17]Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era gia da quattro giorni nel sepolcro. [18]Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia [19]e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. [20]Marta dunque, come eppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. [21]Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! [22]Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà». [23]Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». [24]Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell'ultimo giorno». [25]Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; [26]chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». [27]Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».

domenica 1 novembre 2009

ciao Alda.

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra.

mercoledì 28 ottobre 2009

Il potere di una foto

Vedi una foto e si annulla ogni lontananza, spaziale e temporale. Guardi una foto e ti batte il cuore, perché dentro leggi l'amore più bello che c'è. E senti che un viso familiare lo è ancora di più, che chi pesa l'amicizia sul numero di telefonate o sul numero di sms non è che abbia proprio capito molto di come va il mondo.

Oggi ne ho viste cinque di quelle che ti rimettono al mondo. La vita che prosegue, nonostante tutto e tutti, è un ciclo continuo di emozioni. Non si ferma, perché la vita è più forte di tutto, vince ogni cosa e non teme alcunché. E' bella la vita.

martedì 27 ottobre 2009

Taccio, ma non acconsento

L'estate è finita.
L'inverno va e viene.
E io sono tornata.

Taccio, ma non acconsento.

lunedì 3 agosto 2009

Riposo

Oggi è stato il mio primo giorno di ferie.
Una giornata ventosa, senza sole e pure con qualche goccia di pioggia. Ma è stata una giornata lenta, senza impegni, trascorsa ciondolando per casa e poi passeggiando qua e là.
Sento che il fisico si sta adattando al riposo, l'emicrania mi dice che i nervi stanno allentando la presa, il sonno profondo racconta di tante ore non consumate che ora chiedono di essere lasciate sulle lenzuola.
Sento la testa che si svuota, pronta solo a raccogliere le immagini di un film al cinema, il rumore quieto di una Roma semideserta ma bellissima come sempre. Le risate delle amiche che non vedo da un po', ma alle quali ho tanto da raccontare. I pensieri vanno liberi, senza freni. Aspetto di godermi qualche giorno così, senza meta prima di tuffarci in Portogallo. Stasera riprendo la guida in mano, focalizzo qualche dettaglio in più. L'ho tenuta di proposito sullo scaffale, lontano dal computer, dai fogli, dalle penne, per non sporcare il nostro viaggio con la mia quotidianità.
Mi godo il silenzio e la pace che sto conquistando, per poi assaporare solo il riposo. Ogni tanto guardo oltre e sbircio l'autunno. Ma non c'è fretta, il futuro lo lascio dov'è.

giovedì 23 luglio 2009

L'estate

Mi piace l'estate. Il caldo, l'afa, il sole, forte. Mi piace l'atmosfera, di vacanza anche se si lavora. Mi piace perché le giornate sono lunghe, i tramonti sono rossi come il fuoco e sembrano non voler finire mai. Mi piace guardare il sole che si addormenta nel mare, piano piano. E che sorge presto la mattina. Mi piace guardare la luce forte dalle fessure delle persiane, mi piacciono i colori della terrazza e il profumo dei fiori che scoppiano di vita. Mi piace anche l'afa, quella appiccicosa, quella che ti toglie il respiro, perché dà il senso dell'estate. Mi piace quando sono al mare, sentire il vento e la sabbia che scotta sotto i piedi. Mi piace il sole sulla pelle, che entra dentro, fino al cuore e al cervello. Mi piace l'assenza di movimento delle ore dopo pranzo, le cicale che accompagnano il tempo. Mi piace il cielo azzurro, i palazzi e le case che sembrano più belli. E mi piace pensare alle vacanze che farò.

domenica 19 luglio 2009

La quiete dopo il silenzio

Qualche lettera, digitata di corsa. Poi via, dito anulare destro sul tasto e le parole non si sono più. Cancellate. Inizio a pensare che sia una maledizione, di quelle estive. Come quando è nata l'Araba Fenice, quando quel pezzo di mondo costruito piano piano, i sacrifici, le nottate, le pagine scritte e quelle passate sparissero nel nulla. Puf. Niente più. Dopo due anni, sembra la stessa storia: una di quelle che torna senza avvisare, come chi suona al campanello la domenica mattina presto. Non me l'aspetto, mi coglie di sorpresa. Dico che no, adesso basta, non si può proprio. Sto in silenzio, all'angolo, con il respiro corto.

Poi succede che attraverso una strada di campagna, in silenzio. La macchina scivola sulla lingua d'asfalto e vedo il verde e il marrone, il celeste del cielo spazzato dal vento. Ci sono i grilli e le cicale. C'è il caldo torrido. Accanto a me, la parte migliore della mia vita. Uno sguardo che cancella tutto il resto. La meraviglia della natura che riappacifica l'anima e accarezza il cuore. E' tutto qui.