E sono sicura che non è un caso che abbia iniziato a soffiare proprio nel Salento (chi non c'è mai stato, vada: è un angolo di paradiso), con i miei amici. La loro pazienza, quando il cellulare squillava in ogni momento, a tutte le ore, è stata degna di Giobbe. Così come il loro affetto, infinito, nel sopportare e sostenere i miei cambi di umore, la preoccupazione che diventava gioia e poi di nuovo giù, nel baratro. Vorrei ringraziarli veramente, ma non saprei come esprimere quello che ha significato per me averli accanto, poter festeggiare con loro. Anche ai giornalisti, ogni tanto, mancano le parole.
martedì 28 agosto 2007
Eccolo qua, il vento nuovo
venerdì 17 agosto 2007
Leyla e la vigilia della Bear's Tower

mercoledì 8 agosto 2007
Un pezzo della vita mia, una settimana dopo
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Sono a casa, a Genzano e non più a Brescia. Ho impiegato una settimana per ambientarmi, oltre che per capire quel che stava succedendo. In una settimana durante la quale ho fatto fatica pure a ritrovare un sonno sereno. Ho dovuto sbrigare un po' di pratiche, mandare fax, fare bonifici. Ora sono qui. Sto riprendendo il ritmo del respiro giusto, come quando finisce una grande corsa. Sto decomprimendo il cervello, cercando di farlo riposare. Ho ripreso contatti con il mio mondo e ho notato che è sempre quello. Mi ha aspettato, non si è mosso mica tanto. Ho riscoperto la familiarità con la mia casa, la mia stanza, il mio armadio (ma quanti vestiti ho comprato con un anno e mezzo?!). Insomma, mi sono ripresa un po' la ia dimensione. Però mi manca quel pezzo della vita mia, come dice sempre Daniela Amenta. Mi manca Rossella, e pure Nino (e pure Spino, ovvio!). Mi mancano i nostri appuntamenti alle 11.10 al Duomo, le nostre chiacchierate, le infinite passeggiate e i discorsi che non finivano mai. Le cene, le diete, i gelati e le pizze. Ma anche la nostra amicizia costruita nella quotidianità, cementificata dalle ore passate in redazione. Mi manca anche quella, con il mio tavolo, il computer, l'angolino con le foto di Di Canio e della curva Nord. Mi manca l'aria viziata, Tortelli che si lamenta e la Pierucci che lo insegue. Bacca con lo sguardo sulla sua pagina e la sigaretta tra le labbra. E Denise al telefono che combatte le sue battaglie sulla linea Brescia-Bergamo. Per un anno e mezzo tutto questo (e molto altro) è stato la mia quotidianità, un pezzo della vita mia, appunto. Ora si cambia, ma quello che è stato resta. E ora, in questa sera un po' fresca, sento un pizzico di nostalgia e i pensieri vanno da soli. Ma sono anche molto serena. La mia estate è appena iniziata.
mercoledì 1 agosto 2007
La domenica del villaggio
Metti una bella domenica di agosto, con tanto sole e un bel vento. Metti due padovani (Sebastiano è di Padova?!), una vicentina e due laziali. E metti le montagne verdi di Tremosine e le spiagge ciottolose del lago di Garda. Metti anche un gardesano di Salò, impegnato "istituzionalmente" fino a sera, ma che fa parte del gruppo. Ecco, unisci questi elementi e avrai il risultato di una domenica quasi in famiglia, e dico quasi perché nessuno di noi ha legami di parentela. Ma facciamo parte di quella bella rete sinergica e positiva messa in piedi dopo un anno e mezzo di Epolis. Perché il bello di essere Epolidi è anche questo: uniti dallo stesso destino di fare un pezzo di strada insieme, condividendo il lavoro, il giornale, le idee, i pregi e le virtù, ma anche una domenica al lago tra amici.
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